Conchiglia
MOVIMENTO D'AMORE SAN JUAN DIEGO
dedicato a Maria Santissima Nostra Signora di Guadalupe

Giovanni Paolo II…
un uomo venuto da molto lontano…
GIOVANNI PAOLO II A CONCHIGLIA
Dio Padre… e Giovanni Paolo II a Conchiglia 03 aprile 2005 - 12.45 - Festa della Divina Misericordia Riferimento a “ Bentornato Mio Signore ” IX volume pag 331 “ L’uomo di Dio che è accanto te... ora può parlarti per Mia Volontà. SONO IL PADRE.” “ Sì Conchiglia sono io... sono Karol...IL TUO AMATO SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO E PER VOLERE DI DIO POSSO COMUNICARE CON TE. Tanto ti hanno ostacolato figlia... ma come vedi tutto è possibile a Dio. Questa è una mia lettera per te e per il mondo. È una lettera di fuoco è una lettera macchiata dal mio sangue e dal tuo sangue che è lo stesso sangue del Cristo Gesù. Prima di parlare attraverso questo modo il Padre ha permesso che ti venissi in sogno per mettere alla prova la tua umiltà spirituale fin dentro il tuo inconscio. « All’improvviso mi hai visto... camminare attraversando una grande sala. Quella sala rappresentava l’atrio di una stazione ferroviaria ed io stavo per salire su di un treno. Tu... impavida e sorpresa allo stesso tempo ti sei avvicinata mi hai preso la mano per baciarla e ti sei inginocchiata per avere la mia benedizione. NON HAI PIÙ LASCIATO LA MIA MANO ti sei alzata e mi hai accompagnato salendo con me sul treno dicendo solamente: sono Conchiglia. Avresti potuto raccontarmi ciò che desideravi... di te… e ciò che ritenevi opportuno… invece ti sei accomodata ai miei piedi in silenzio dopo avermi offerto un bicchiere di acqua. » Ti è stato fatto scrivere questo per far comprendere l’importanza dell’umiltà spirituale a quei figli che cercano sempre di mettersi in mostra sopratutto in occasioni importanti. Ed ora torniamo alla mia « lettera di fuoco e di sangue » ma invoca ancora una volta lo Spirito Santo. SOLO IL TUO VESCOVO POTEVA FARCI INCONTRARE MA NON LO HA FATTO! ED ORA SONO IO... CHE TI HO INCONTRATA ATTRAVERSO IL PADRE. Le mie parole di fuoco sorprenderanno ma il Sangue di Cristo che ci lega è Divino ed il Sangue Divino... va protetto… va difeso… va custodito… va adorato da tutti i figli della Terra. Il Sangue Divino è Miracolo d’Amore (1) È TRANSUSTANZIAZIONE ed il mondo intero deve inginocchiarsi ora... IN QUESTO GIORNO DEDICATO ALLA DIVINA MISERICORDIA per chiedere Misericordia a Dio (2) per ogni tipo di peccato personale e sociale. Solo chiedendo con umiltà Misericordia si potranno evitare alcuni mali che stanno per abbattersi sulla Terra e sull’Umanità. E chi non crederà alla Divina Misericordia (3) si troverà a combattere faccia a faccia con il demonio perdendo clamorosamente l’occasione di ritornare a Dio. È forte il demonio. È SULL’ORLO DELLA PORTA DELLA STANZA DEL MIO SUCCESSORE! È riuscito a giungere sin lì. Sapete come è riuscito ad arrivare senza che nessuno se ne rendesse conto? State pensando a vari intrighi? Servizi segreti? Nulla di tutto questo! È ENTRATO TRANQUILLAMENTE E INDISTURBATO POICHÉ CHI È CHE GLI CAMMINA ACCANTO NON SA RICONOSCERLO POICHÉ NON È IN GRAZIA DI DIO. Infatti la Grazia di Dio individuale è la protezione più grande che possa esistere contro la quale il demonio nulla può fare se non quello che gli è concesso dal Padre... per mettere alla prova un Suo figlio scelto. Ora Conchiglia... finalmente ho l’opportunità di benedire tutti qui dal Cielo ed in questa Santa Domenica del Signore assieme alla Trinità Augustissima e alla Santa Madre Maria... vi benedico nel Nome del Padre della Madre del Figlio e dello Spirito Santo e glorifico... il Padre la Madre il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.” (1) Miracolo Eucaristico avvenuto alle ore 15.00, il 23 maggio 2003 ad Ostina - Firenze, Italia. (2) Riferimento a « LA RIVELAZIONE » data a Conchiglia: 05 aprile 2002 - 17.40 - Gesù - Primo venerdì del mese dedicato al Sacro Cuore 07 aprile 2002 - 16.00 - Gesù - Domenica in Albis - Festa della Divina Misericordia Papa Giovanni Paolo II a Conchiglia 31 agosto 2005 - 14.25 Riferimento a “ Bentornato Mio Signore ” IX volume pag.461 “ Accolgo con gioia... questo nuovo gruppo di fedeli amanti di Dio affinché compiano ogni cosa. E ogni loro parola e ogni loro gesto sia ad Imitazione di Dio Figlio... Nostro Signore Gesù Cristo e benedico tutti qui dal Cielo dove adoro e contemplo il Padre Eterno e Santo e Onnipotente nel Nome del Padre della Madre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Ecco Conchiglia della Santissima Trinità... il Padre mi ha concesso il privilegio di mostrarmi a te e di parlarti affinché chi segue il Movimento d'Amore San Juan Diego si ricordi di pregare per tutti i defunti e anche per me. I Santi... gli Angeli... ed io seguiamo tutto con amore e vi siamo accanto. E tu Conchiglia... non temere nulla e non dubitare mai di ciò che il Cielo ti ha dato di fare... per rinnovare questa vostra umanità degradata. Ti dico questo poiché da qui ben vedo tramare e ordire contro di te e contro l’Opera che appartiene alla Vergine Maria la nostra Santissima Madre e Madre di Dio CHE SERVENDOSI DI TE... SCHIACCERÀ IL DEMONIO... IL SATANA. Ti benedico Conchiglia... sono il tuo amato Papa Giovanni Paolo e ricordo che ciò che è legato sulla Terra è legato in Cielo (1) ed in Cielo Io Sono.” (1) Si riferisce al papato di Giovanni Paolo II Gesù a Conchiglia Riferimento a “ Bentornato Mio Signore ” - Vol. XI “ Conchiglia... questa Rivelazione rientra tra le unicità che ti doniamo. Giovanni Paolo II... è praticamente tornato a casa cinque anni prima del previsto. La vera causa della sua morte è la gotta... malattia a cui si giunge tramite avvelenamento dell’acqua. Avvelenamento che viene effettuato in piccolissime dosi affinché non rimanga traccia. Purtroppo i nemici di Dio… sono in contatto con molti esperti del settore… anche questi nemici di Dio. Ah Conchiglia... come è triste e doloroso constatare la malvagità dell’uomo... uomo che continua ad essere schiavo di satana e suo servitore. È l’uomo la causa del male dell’Umanità. L’uomo è male a se stesso poiché frutto del Peccato Originale... radice malata in estinzione ma che esiste ed ancora esisterà fino a che non avverrà la grande purificazione che sta per arrivare... anche essa causata dall’uomo stesso contro se stesso. Curate la vostra vita figli... non togliete ad essa i giorni che Dio ha donato. Ogni giorno di vita è prezioso ed unico e non ritornerà. Tanti sono gli anni di vita che il Peccato Originale ha rapinato alla Mia creatura meravigliosa fatta ad Immagine e Somiglianza di Dio. Anni interrotti bruscamente per l’invidia e la gelosia di satana. State attenti in ciò che vi compete poiché potete fare tante cose per informare altri fratelli e altre sorelle. Conchiglia... anche a te stanno togliendo giorni di vita... ti stanno avvelenando giorno dopo giorno il cuore... quel cuore che soffre a causa del male dell’uomo: IL DISAMORE. Ricorda Conchiglia... Io Gesù ti amo... Io in te... tu in Me... assieme nella Trinità d’Amore.” Gesù a Conchiglia Riferimento a “ Bentornato Mio Signore ” - Vol. X “ Nella Preghiera del Padre Nostro... c’è tutto ciò che occorre sapere per essere in comunione perfetta con Dio. Questa Preghiera vi è stata insegnata da Me... dal Verbo Incarnato... e poiché proveniente da Me e cioè da Dio è una Preghiera Perfetta. Io ho detto: non di solo pane vive l’uomo. Infatti l’Uomo creato ad Immagine e Somiglianza di Dio è un’Anima Pura rivestita di carne che ha in sé lo Spirito Santo di Dio e vive attraverso il Soffio di Vita proveniente da Dio. L’uomo così descritto... per vivere sulla Terra come Dio intende necessita di nutrimento sia per il corpo… affinché sia sano e forte per essere in movimento... sia per lo spirito… affinché si evolva in continuo verso Dio. Il pane e l’acqua sono gli elementi necessari per essere di alimento al corpo dell’uomo. La Parola di Dio... è alimento necessario per nutrire lo spirito dell’uomo che è fatto di carne e riveste l’Anima. L’uomo quindi necessita quotidianamente del pane e della Parola di Dio. Se questa generazione è così tremendamente e orrendamente perversa è perché nutre solo il corpo e il corpo è vivo e perché non nutre lo spirito e l’Anima è morta. Ecco perché quando vediamo un orrendo crimine compiuto efferatamente da un uomo... si dice che quell’uomo è senza Anima. Conchiglia... figlia... chi dice di amare Me Gesù e condanna te è un impostore e suo padre è il diavolo. Sembro intransigente? LO SONO. La Mia Parola è: SÌ SÌ... NO NO tutto il resto è del demonio. O si è con Me o si è contro di Me. O si ama la Mia Parola o si odia la Mia Parola e la Mia Parola serve a far venire alla luce chi ama il Padre Mio e la Mia Parola serve a far scendere nell’Inferno chi non ama il Padre Mio. QUI È LA MISERICORDIA E LA GIUSTIZIA DI DIO. Oggi come ieri la Mia Parola non è accolta dal « nuovo sinedrio » e dai suoi discepoli poiché la Mia Parola fa crollare le loro fondamenta poste sulla sabbia delle loro errate convinzioni umane... e vecchie... e comode. Se davvero credessero alle Mie Parole di ieri... crederebbero anche a queste Mie Parole. Il fatto è che loro non credono alla Parola di Dio. Non credono a ciò che professano di credere e cioè che lo Spirito di Verità si manifesta per unire la Sua Testimonianza alla Mia. Chi ti ha imposto di fermarti... ha fermato se stesso davanti a Me. Ed Io lo guardo e lo osservo... e lo ascolto... e ciò che vedo nell’insieme non è conforme alla Volontà del Padre Mio e a ciò che ho insegnato. Anziché crescere… la Mia Chiesa è diminuita nella Fede... nell’amore e nell’Imitazione di Me. È ritornata indietro di troppo... somigliando sempre di più alla chiesa ipocrita e farisaica che Io ho combattuto con l’Amore fino alla Morte pur di proclamare la Verità. Io Sono la Luce del Mondo e il mondo oggi è tenebra poiché la stragrande maggioranza degli uomini non sono « figli di Dio » e voi ben vedete come questi « non figli di Dio » si comportano. Il Padre... il Figlio e lo Spirito Santo quando vengono chiamati rispondono: IO SONO. Un Unico Dio in Tre Manifestazioni Concordi tra Loro in Unità di Essenza e di Parola. La Luce di Dio... come in Cielo così in Terra comprime le tenebre e le annienta. I « veri figli di Dio » sono luci nel mondo sparse qua e là e una luce per far luce deve sempre essere posta in un luogo buio altrimenti non si distinguerebbe. Infatti Io Gesù Luce del Mondo sono venuto nel mondo colmo di tenebra... di peccato... di buio spirituale. QUESTI SONO GIORNI DI BUIO. E questa Grande Luce emanata dalle Mie Parole illuminerà gli spiriti amanti di Dio e accecherà e farà retrocedere con orrore e terrore gli spiriti amanti del demonio. Ogni figlio che Mi ama e che Mi segue imitandoMi nell’Amore... Comandamento Nuovo che Io vi ho donato... vivrà unito a Me la « propria personale passione ». Solo la passione abbracciata... accolta e per questo amata... conduce alla risurrezione dello spirito e questo diventa forte e vigoroso per affrontare in Dio le vicissitudini della vita sulla Terra. O luci Mie sparse per il mondo... rimanete salde tra voi e in Me per far risplendere il Regno di Dio che è in voi... che è in mezzo a voi... che è dentro di voi... che è la vostra Anima creata da Dio e a Lui appartenente per vostra volontà. E così sia.” Maria Santissima a Conchiglia Riferimento a “ Bentornato Mio Signore ” - Vol. X “ In Dio tutto è Perfetto. La Sua Paternità è Perfetta in Gesù... e Gesù ha detto: chi vede Me vede il Padre. La Sua Maternità è Perfetta in me Maria. Ed io dico: chi vede Me vede la Madre. La Madre è la Luce al femminile. Luce il Padre... Luce la Madre... Luce il Figlio... Luce i Nostri Figli. Una Unica Essenza... una Unica Luce... poiché sta scritto: i « figli di Dio » sono « Dèi »... e i « figli del demonio » sono « demoni ». In Dio tutto è semplice... tutto è chiaro... tutto è logico... tutto è coerente. Chi indaga il Mistero di Dio lo fa perché Dio a « questi » NON SI È RI-MOSTRATO a causa del loro RIFIUTO PRIMORDIALE. Io sono la Madre e vi benedico nel Nome del Padre della Madre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.”
APPARIZIONI DI NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II
SANTA
MESSA PER IL 450° ANNIVERSARIO DELLE
Basilica di San Pietro, 12 dicembre 1981
Signori Cardinali,
Cari fratelli nell’Episcopato,
amatissimi fratelli e sorelle,
1. Con la celebrazione di questa Eucaristia desidero partecipare con voi, accanto all’altare del Signore, in un atto di omaggio filiale alla Madre del Cristo e della Chiesa, alla quale il popolo messicano si accosta in modo particolare in questi giorni, alla commemorazione del 450° anniversario della presenza di Maria santissima di Guadalupe a Tepeyac.
Così mi accingo, pellegrino di fede, come quella mattina del 27 gennaio 1979, a continuare quel gesto mariano che ho compiuto nel Santuario del popolo del Messico e di tutta l’America Latina, e nel quale da secoli si è mostrata la maternità di Maria. Perciò, sento che questo luogo sacro nel quale noi ci incontriamo, la Basilica di san Pietro, si estende con l’aiuto della immagine teletrasmessa fino alla Basilica di Guadalupe, da sempre cuore spirituale del Messico ma in modo particolare in questa singolare circostanza.
Però non solo in quel luogo, e nemmeno solo in tutta la nazione messicana risuona questo palpito di fede cristiana, mariana ed ecclesiale, ma sono moltissimi i cuori che, da tutte le nazioni dell’America, da nord a sud, convergono in pellegrinaggio devoto verso la Madre di Guadalupe.
Ne è prova la significativa partecipazione a questa celebrazione, all’unisono con le genti dei loro rispettivi Paesi, dei Rappresentanti dei Paesi latino-americani e della Penisola Iberica, uniti da comuni vincoli di cultura e dalla devozione mariana.
Desidererei che la mia presenza tra di voi avesse uno spessore anche fisico; ma non essendo possibile, ho inviato presso di voi quale mio Legato il Cardinale di Stato Agostino Casaroli, perché sia prolungamento della mia persona durante queste celebrazioni e segno della mia particolare benevolenza.
2. Il messaggio di Guadalupe e la presenza della venerata Immagine di Nostra Signora che presiede al suo nuovo tempio, come lo è stata per circa tre secoli nella Basilica precedente, è un fatto religioso di prima grandezza, che ha contrassegnato in modo determinante le vie dell’evangelizzazione nel continente americano e ha suggellato la configurazione del cattolicesimo del popolo messicano e delle sue espressioni vitali.
Questa presenza di Maria nella vita del popolo è divenuta una caratteristica ineliminabile della radicata religiosità del popolo messicano. Una buona prova di ciò sono state le moltitudini incessanti che, nei secoli passati, hanno diretto il loro cammino verso la Madre e Signora, e che presso di lei hanno rinnovato il loro proposito di fedeltà alla fede cristiana. Ne sono prova evidente anche i quasi otto milioni di persone che annualmente si recano in pellegrinaggio al suo Tempio, così come la presenza di Maria in tanti focolari, fabbriche, strade, chiese e montagne del Paese.
Questo fatto guadalupano racchiude elementi costitutivi ed espressivi che contengono profondi valori religiosi e che bisogna saper valorizzare affinché siano, sempre più, canali di futura evangelizzazione.
3. Mi limiterò a esporre tre aspetti che rivestono un significato particolare.
Nel messaggio guadalupano emerge con forza singolare il riferimento costante alla maternità verginale di Maria. Il popolo fedele ha conservato sempre, infatti, una viva coscienza del fatto che la buona Madre del cielo alla quale si stringe implorante è la “perfetta sempre Vergine” della antica tradizione cristiana, la aeiparthénos dei Padri greci, la vergine del Vangelo (cf. Mt 1,18-15; Lc 1,26-38), la “piena di grazia” (Lc 1,28), oggetto di una singolarissima benevolenza divina che la destina ad essere la Madre del Dio incarnato, la Theotokos del Concilio di Efeso, la Deipara venerata in tutto il Magistero ecclesiale sino ai nostri giorni.
Dinanzi a questa realtà tanto ricca e profonda, ancora percepita a volte in modo semplice e incompleto, ma in sincero spirito di fede e di obbedienza alla Chiesa, questo stesso popolo, cattolico nella sua maggioranza e guadalupano nella sua totalità, ha reagito con una entusiastica manifestazione di amore mariano, che lo ha unito in un medesimo sentimento collettivo e ha reso per lui ancora più simbolica la collina del Tepeyac. Poiché in quel luogo ha incontrato se stesso, nella professione della sua fervente religiosità mariana, la stessa degli altri popoli dell’America, coltivata anche in altri Santuari, come ho potuto costatare personalmente durante la mia visita in Brasile.
4. Un altro aspetto fondamentale proclamato dal messaggio guadalupano è la maternità spirituale di Maria verso tutti gli uomini, tanto intimamente unita alla maternità divina. Infatti, nella devozione guadalupana appare da principio questo tratto caratterizzante, che i Pastori hanno sempre sottolineato e i fedeli hanno vissuto con fiducia certa. Un tratto appreso nella contemplazione di Maria nel suo singolare ruolo all’interno del mistero della Chiesa derivatole dalla sua missione di Madre del Salvatore.
Proprio perché accettò liberamente di collaborare al piano salvifico di Dio, ella partecipa in modo attivo, unita a suo Figlio, all’opera di salvezza degli uomini. Su questa funzione di Maria si è espresso in modo luminoso il Concilio Vaticano II: Maria, “col concepire Cristo, generarlo, nutrirlo, presentarlo al Padre nel tempio, soffrire col Figlio suo morente in croce, cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore con l’ubbidienza, la fede, la speranza e l’ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo fu per noi Madre nell’ordine della grazia (Lumen Gentium, 61).
È un insegnamento che, oltre a segnalare la cooperazione della Vergine santissima alla restaurazione della vita soprannaturale delle anime, definisce la sua missione quale Madre spirituale degli uomini.
Perciò la Chiesa le tributa il suo omaggio di amore ardente “quando considera la Maternità spirituale di Maria verso tutti i membri del Corpo Mistico” (Paolo VI, Marialis Cultus, 22). Su questa stessa linea di insegnamento, Papa Paolo VI ha coerentemente dichiarato Maria, “Madre della Chiesa” (cf. AAS, [1964] 1007). Per questa stessa ragione ho desiderato anch’io affidare alla Madre di Dio tutti i popoli della terra (7 giugno e 8 dicembre 1981).
Questi contenuti dottrinali sono divenuti esperienza vissuta, continuata sino ad oggi nella storia religiosa latino-americana, e più in concreto del popolo messicano, sempre incoraggiato su questa via dai suoi Pastori. Un’opera questa iniziata dalla significativa figura episcopale di Fra Giovanni di Zumarraga e continuata zelantemente da tutti i suoi fratelli e successori. Si è trattato di un impegno insistentemente perseguito dovunque e realizzato in maniera singolare nel Santuario guadalupano, comune punto di incontro. Così è stato anche in questo centenario che segna al tempo stesso il 450° anniversario della arcidiocesi del Messico. Una volta di più, il popolo fedele ha sperimentato la presenza consolante e animatrice della Madre, come ha del resto sempre percepito durante tutta la sua storia.
5. Guadalupe e il suo messaggio sono, infine, l’avvenimento che ha creato ed espresso nel modo più preciso i tratti salienti della cultura originale del popolo messicano, non come qualche cosa che si impone dall’esterno, ma in armonia con le sue tradizioni culturali.
Infatti nella imperante cultura azteca è penetrata, dieci anni dopo la conquista, l’avvenimento evangelizzatore di Maria di Guadalupe, percepita come nuovo sole, creatore di armonia tra gli elementi in lotta e che ha aperto un’altra era. Questa presenza evangelizzatrice, con la immagine meticcia di Maria che unisce in sé due razze, costituisce una storica pietra miliare di creatività connaturale ad una nuova cultura cristiana in un Paese e, parallelamente, in un continente. Per questo potrà giustamente dire la Conferenza di Puebla che “Il Vangelo incarnato nei nostri popoli li unisce in una originalità storica e culturale che chiamiamo America Latina. Questa identità e simbolizzata molto luminosamente dal volto meticcio di Maria di Guadalupe che si pone all’inizio dell’evangelizzazione” (Puebla, 446). Perciò nella mia visita al Santuario di Guadalupe ho affermato che “da quando l’indio Juan Diego ha parlato della dolce Signora del Tepeyac, Tu Madre di Guadalupe, sei entrata in modo determinate nella vita cristiana del popolo messicano” (Giovanni Paolo II, Omelia, 27 gennaio 1979: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, II [1979] 161). Ed effettivamente, la coesione attorno ai valori essenziali della cultura della nazione messicana si realizza intorno ad un valore fondamentale, che per il messicano – così come per il latino americano--è stato Cristo, presentato da Maria di Guadalupe. Per questo, Ella con ovvio riferimento a suo Figlio, ha costituito il centro della religiosità popolare del popolo messicano e della sua cultura, ed è stata presente nei momenti decisivi della sua vita individuale e collettiva.
6. Questa realtà culturale, insieme alla presenza tanto sentita della Madre e Signora, costituiscono un elemento potenziale che deve essere sviluppato in tutte le sue virtualità evangelizzatrici in prospettiva futura, al fine di condurre il popolo fedele, per mezzo di Maria, verso Cristo, centro di tutta la vita cristiana. In questo modo la pietà mariana non deve tralasciare di porre sempre più in rilievo “il vincolo indissolubile e il riferimento essenziale della Vergine al Divino Salvatore” (Paolo VI, Marialis Cultus, 25).
Non vi è dubbio che da qui, dalla radice religiosa che deve ispirare tutti gli altri aspetti della cultura; dai legami di fede che lo uniscono a Dio e dalla nota mariana, si dovrà cercare in Messico, così come nelle altre nazioni, i fattori promotori della comunione e della partecipazione che dovranno condurre alla evangelizzazione dei diversi settori della società.
Di qui si dovrà prendere ispirazione per un impegno urgente in favore della giustizia, per cercare seriamente di colmare i gravi dislivelli esistenti in capo economico, sociale e culturale; e per costruire questa unità nella libertà che facciano del Messico e ciascuno dei Paesi dell’America, una società solidale e responsabilmente partecipata, una autentica ed inviolabile comunità di fede, fedele alle sue esigenze e dinamicamente aperta ad una conveniente integrazione – a partire dalla comunione di credo – a livello nazionale, latinoamericano e internazionale.
In questa ampia prospettiva, guidato dalla Vergine di Guadalupe, patrona dell’America Latina, rivolgo i miei pensieri e il mio affetto a tutti i popoli del continente, specialmente a quelli che soffrono maggiori privazioni, e in modo particolare a quelli dell’America Centrale, particolarmente provati oggi da dure e dolorose situazioni che suscitano tanta preoccupazione nel mio animo e in tutta l’opinione pubblica, per le loro conseguenze negative in vista di una convivenza pacifica e per il rischio che comportano per l’ordine internazionale stesso.
È necessario ed urgente che la fede mariana e cristiana dia impulso ad una azione generalizzata in favore della pace per quei popoli che tanto stanno soffrendo; che si mettano in pratica metodi efficaci di giustizia che superino la crescente distanza tra coloro che vivono nell’opulenza e coloro che mancano anche dell’indispensabile; deve essere superato, mediante procedimenti che lo attacchino alla sua stessa radice, il fenomeno della sovversione-repressione che alimenta la spirale di una funesta violenza; deve essere ristabilito nella mente e nelle azioni di tutti la stima per il valore supremo e la tutela della sacralità della vita; deve essere eliminato ogni tipo di tortura che degrada l’uomo, rispettando integralmente i diritti umani e religiosi della persona; bisogna guidare con impegno la promozione delle persone, senza imposizioni che ne impediscano la realizzazione libera come cittadini, membri di una famiglia e di una comunità nazionale. Non va omessa la debita riforma di certe strutture ingiuste, evitando allo stesso tempo metodi di azione che rispondano a concezioni di lotta di classe; bisogna promuovere l’educazione culturale di tutti, salvaguardando la dimensione umana e religiosa di ogni cittadino o padre di famiglia.
Un impegno per una moralità pubblica deve essere il requisito primo nella instaurazione di una solida moralità privata; e se è certo che devono essere salvaguardate le esigenze di una convivenza ordinata, mai la persona umana e i suoi valori devono essere subordinate ad altre istanze o finalità, e nemmeno essere vittime di ideologie materialistiche – di qualunque tipo esse siano – che soffocano nell’essere umano la sua dimensione trascendente.
L’amore all’uomo immagine di Dio, la opzione preferenziale per il più povero – senza esclusivismi né odi –, il rispetto alla sua dignità e alla sua vocazione terrena ed eterna, devono essere il parametro guida al quale ispirarsi nei valori della fede.
In questo spirito di servizio all’uomo, anche dal punto di vista nazionale ed internazionale, ho accettato – pochi giorni prima della mia visita al Santuario di Guadalupe – l’opera di mediazione tra le nazioni sorelle dell’Argentina e del Cile.
Si trattava di evitare subito, e lo si è evitato, un conflitto bellico che appariva imminente, e che avrebbe avuto conseguenze funeste. Sono quasi tre anni che si sta lavorando a quest’opera, senza risparmiare sforzi né tempo.
Invito tutti a pregare la Madre di Guadalupe, affinché si risolva prontamente questa controversia vasta e difficile. I vantaggi per i due popoli interessati saranno grandissimi – così come per tutta l’America Latina e anche per il mondo – che ardentemente desiderano tale esito. Una prova di ciò sono le numerose firme raccolte fra i giovani e che saranno deposte davanti a questo altare.
Possano essere questi giovani araldi della pace.
Se si esaminano serenamente i sacrifici che la concordia implica, si vedrà allora che vale la pena di affrontarli, in vista di beni superiori.
7. Ai piedi della Vergine di Guadalupe depongo queste intenzioni, insieme ai problemi ed alle difficoltà dell’America Latina intera.
Sii tu o Madre, Colei che protegge i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose affinché, colmi di un amore profondo per la Chiesa e generosamente fedeli alla loro missione, proseguano con il debito discernimento nel loro servizio ecclesiale, ed edifichino nella verità e nella carità il popolo di Dio. Sii tu Colei che ispira i governanti, affinché nel rispetto profondo dei diritti di ogni cittadino e in uno spirito di servizio al loro popolo, perseguano sempre la pace, la giustizia, la concordia, il vero progresso, la moralità in tutta la vita pubblica. Sii tu Colei che illumina con propositi di giustizia e di rettitudine coloro che detengono nelle loro mani il potere economico e sociale, perché non trascurino le esigenze della giustizia nelle relazioni comunitarie, soprattutto con i meno favoriti. Aiuta i giovani e gli studenti, perché si preparino bene ad infondere nuove energie di onestà, competenza e generosità nelle relazioni sociali.
Guarda con bontà i contadini, affinché raggiungano un livello di vita più giusto e decoroso. Proteggi i fratelli di Juan Diego, gli indigeni, perché sia concesso loro un posto degno nella società, senza emarginazioni ne discriminazioni. Guida i bambini, affinché abbiano sempre il buon esempio e l’amore dei loro padri. Proteggi nell’unità, le famiglie, perché siano forti e perseveranti nell’amore cristiano. E dal momento che sei Imperatrice delle Americhe, estendi la tua protezione su tutte le nazioni del Continente americano e su quelle che hanno recato qui la fede e l’amore in te.
Fai in modo, infine, Madre, che questa celebrazione centenaria del popolo messicano, che segna la sua fedeltà mariana nei trascorsi 450 anni, sia, in te, principio di una rinnovata fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa. Così sia.
vatican.va
***
CANONIZZAZIONE DI JUAN DIEGO CUAUHTLATOATZIN
OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
Città del Messico
Mercoledì, 31 luglio 2002
1. "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te" (Mt, 11,25-26).
Carissimi fratelli e sorelle: queste parole di Gesù nel Vangelo di oggi costituiscono per noi un invito speciale a lodare e a rendere grazie a Dio per il dono del primo santo indigeno del Continente americano.
Con grande gioia sono venuto in pellegrinaggio a questa Basilica di Guadalupe, cuore mariano del Messico e dell'America, per proclamare la santità di Juan Diego Cuauhtlatoatzin, l'indio semplice ed umile che contemplò il volto dolce e sereno della Vergine del Tepeyac, tanto caro alle popolazioni del Messico.
2. Ringrazio per le affettuose parole che mi ha rivolto il Signor Cardinale Norberto Carrera Rivera, Arcivescovo di Messico, così come per la calorosa accoglienza degli uomini e delle donne di questa Arcidiocesi Primaziale: a tutti va il mio più cordiale saluto. Saluto con affetto anche il Cardinale Ernesto Corripio Ahumada, Arcivescovo emerito di Messico, e gli altri Cardinali, i Vescovi messicani, dell'America, delle Filippine e di altre parti del mondo. Allo stesso tempo ringrazio in modo particolare il Signor Presidente e le Autorità civili per la loro partecipazione a questa celebrazione.
Rivolgo oggi un saluto particolarmente affettuoso ai numerosi indigeni giunti dalle varie regioni del Paese, rappresentanti delle diverse etnie e culture che costituiscono la ricca e multiforme realtà messicana. Il Papa esprime loro la sua vicinanza, il suo profondo rispetto e ammirazione, e li accoglie fraternamente nel nome del Signore.
3. Come era Juan Diego? Perché Dio fissò il suo sguardo su di lui? Il libro dell'Ecclesiastico, come abbiamo ascoltato, ci insegna che "grande è la potenza del Signore e dagli umili egli è glorificato" (3, 20). Ugualmente, le parole di san Paolo proclamate in questa celebrazione illuminano questo modo divino di realizzare la salvezza: "Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio" (1 Cor 1, 28.29).
È commovente leggere le narrazioni guadalupane, scritte con delicatezza ed intrise di tenerezza. In esse la Vergine Maria, la serva "che glorifica il Signore" (Lc 1, 46), si manifesta a Juan Diego come la Madre del vero Dio. Ella gli dona, come segno, alcune rose preziose e lui, quando le mostra al Vescovo, scopre raffigurata sul suo mantello la benedetta immagine di Nostra Signora.
"L'evento Guadalupano - come ha rilevato l'Episcopato Messicano - significò l'inizio dell'evangelizzazione con una vitalità che superò ogni aspettativa. Il messaggio di Cristo, attraverso sua Madre, riprese gli elementi centrali della cultura indigena, li purificò e diede loro il definitivo significato di salvezza" (14.05.2002, n. 8). Pertanto, Guadalupe e Juan Diego possiedono un profondo significato ecclesiale e missionario e sono un modello di evangelizzazione perfettamente inculturata.
4. "Il Signore guarda dal cielo, egli vede tutti gli uomini" (Sal 32, 13), abbiamo proclamato col salmista, confessando ancora una volta la nostra fede in Dio, che non fa distinzioni di razza o di cultura. Juan Diego, nell'accogliere il messaggio cristiano senza rinunciare alla sua identità indigena, scoprì la profonda verità della nuova umanità, nella quale tutti sono chiamati ad essere figli di Dio. In tal modo facilitò l'incontro fecondo di due mondi e si trasformò in protagonista della nuova identità messicana, intimamente unita alla Vergine di Guadalupe, il cui volto meticcio esprime la sua maternità spirituale che abbraccia tutti i messicani. Attraverso di esso, la testimonianza della sua vita deve continuare a dare vigore alla costruzione della nazione messicana, a promuovere la fraternità tra tutti i suoi figli e a favorire sempre di più la riconciliazione del Messico con le sue origini, i suoi valori e le sue tradizioni.
Questo nobile compito di edificare un Messico migliore, più giusto e solidale, richiede la collaborazione di ciascuno. In particolare è necessario sostenere oggi gli indigeni nelle loro legittime aspirazioni, rispettando e difendendo gli autentici valori di ciascun gruppo etnico. Il Messico ha bisogno dei suoi indigeni e gli indigeni hanno bisogno del Messico!
Amati Fratelli e Sorelle di tutte le etnie del Messico e dell'America, nell'esaltare oggi la figura dell'indio Juan Diego, desidero esprimere la vicinanza della Chiesa e del Papa a tutti voi, abbracciandovi con affetto ed esortandovi a superare con speranza le difficili situazioni che attraversate.
5. In questo momento decisivo della storia del Messico, già oltrepassata la soglia del nuovo millennio, affido all'efficace intercessione di San Juan Diego le gioie e le speranze, i timori e le angustie del diletto popolo messicano, che porto nel mio cuore.
Benedetto Juan Diego, indio buono e cristiano, che il popolo semplice ha sempre considerato come un vero santo! Ti chiediamo di accompagnare la Chiesa pellegrina in Messico, perché ogni giorno sia sempre più evangelizzatrice e missionaria. Incoraggia i Vescovi, sostieni i sacerdoti, suscita nuove e sante vocazioni, aiuta tutti coloro che offrono la propria vita per la causa di Cristo e per la diffusione del suo Regno.
Felice Juan Diego, uomo fedele ed autentico! Ti affidiamo i nostri fratelli e sorelle laici, perché sentendosi chiamati alla santità, impregnino tutti gli ambiti della vita sociale con lo spirito evangelico. Benedici le famiglie, sostieni gli sposi nel loro matrimonio, appoggia gli sforzi dei genitori per educare cristianamente i loro figli. Guarda benigno il dolore di quanti soffrono nel corpo e nello spirito, di quanti patiscono povertà, solitudine, emarginazione o ignoranza. Che tutti, governanti e sudditi, agiscano sempre secondo le esigenze della giustizia e il rispetto della dignità di ogni uomo, perché così si consolidi la vera pace.
Amato Juan Diego, "l'aquila che parla"! Insegnaci il cammino che conduce alla Virgen Morena del Tepeyac, affinché Ella ci accolga nell'intimo del suo cuore, giacché Ella è la Madre amorosa e compassionevole che ci conduce fino al vero Dio. Amen.
A conclusione della Santa Messa il Papa ha pronunciato le seguenti parole:
Al termine di questa canonizzazione di Juan Diego, desidero rinnovare il saluto a tutti voi che avete potuto parteciparvi, alcuni da questa basilica, altri dalle aree vicine e molti altri ancora attraverso la radio e la televisione. Ringrazio di cuore per l'affetto di quanti ho incontrato lungo le strade che ho percorso. Nel nuovo santo avete un meraviglioso esempio di un uomo buono, dai retti costumi, leale figlio della Chiesa, docile ai Pastori, amante della Vergine, buon discepolo di Gesù. Che egli sia un modello per voi che lo amate tanto e che interceda per il Messico perché sia sempre fedele. Portate a tutti il messaggio di questa celebrazione e il saluto e l'affetto del Papa a tutti i messicani.
Maria Santissima a Conchiglia 17 agosto 2002 - 05.45 Riferim. “ Bentornato Mio Signore “ VI volume - pag.166 " E il mondo tace! E il mondo tace su ciò che sta per fare il mio figlio prediletto Giovanni Paolo II il Santo Papa che mi sono scelta. Non è un viaggio qualunque in patria quello che sta compiendo... ma è un messaggio che vuole dare al mondo attraverso i gesti e i fatti poiché gli impediscono la parola. Egli va a suggellare un'importante apparizione che non è altro quella della CROCE LUMINOSA stagliata in cielo che ha visto la Santa Kowalska (1) come l'ha vista Maddalena (2). È quello il segno importante del cielo che tutto il mondo vedrà! E il Santo Padre ve lo sta dicendo con i suoi atti calcolati... precisi... e silenziosi. Ma il suo silenzio è un linguaggio eloquente per chi conosce i fatti e sta attento... ad ogni suo gesto che mai è fatto a caso. Sta seguendo un programma ben preciso che lui stesso ha preparato con meticolosa forza di volontà... poiché sfinito e stanco. Che questo santo Papa sia d'esempio a quei Sacerdoti inetti e stanchi che si riposano anziché radunare il gregge disperso! Ah... figli miei prediletti se sapeste quanti di voi non raggiungeranno la felicità eterna! Le lacrime del mondo mai eguaglieranno le mie nel vedervi perire nell'Anima." (1) Santa Faustina Kowalska: "... Prima di venire come Giudice giusto, vengo come Re di Misericordia. Prima che giunga il giorno della Giustizia, sarà dato agli uomini questo Segno in cielo: si spegnerà ogni luce in cielo e ci sarà una grande oscurità su tutta la terra. Allora apparirà in cielo il Segno della Croce… Dai fori, dove furono inchiodati i piedi e le mani del Salvatore, usciranno grandi luci, che per qualche tempo illumineranno la terra. Ciò avverrà poco tempo prima dell'ultimo giorno..." (quaderno 1, par. 45 - pag. 44 de “Il Diario", Ed, Vaticana 1992) (2) Madeleine Aumont e la Croce Luminosa di Dozulé. Gesù a Conchiglia 11 agosto 2003 - 05.00 Riferim. “ Bentornato Mio Signore “ VII volume - pag.402 " Verrà il giorno in cui... non potrete più scegliere tra il grano... il latte... e il miele. (1) Sì e no che troverete solo il grano e non di buona qualità a ricordarvi tutto ciò che ho detto ai figli Miei che scrivono le Mie Parole. Sì... il grano! Il grano... per ricordarvi di cosa è fatto il pane. Quel pane che spezzai quando istituii la Santa Eucarestia che voi oltraggiate e profanate più che mai. Ho dovuto ispirare il Santo Padre... il Mio amato Giovanni (2) per rammentare alcuni passi importanti del Vangelo che non vengono meditati. I MISTERI DELLA LUCE... (3) servono a ricordarvi che Io sono la Luce del mondo. Il Battesimo al Giordano... per ricordarvi che tolto il Peccato Originale (4) la Luce entra nell'anima vostra. Le Nozze di Cana... per ricordarvi sì la sacralità del matrimonio ma anche per ricordarvi che perfino Dio... obbedisce a Maria Santissima per darle onore e gloria acconsentendo al primo miracolo pubblico. L'Annuncio del Regno di Dio... per ricordarvi che sto per ritornare in Gloria sulla vostra terra e dovete quindi tenervi pronti e convertirvi. La Trasfigurazione... per ricordarvi l'anticipo della Mia Gloria di cui ho fatto partecipi Pietro... Giacomo... e Giovanni per sostenerli nella loro Missione che è legata a filo triplo alla Conchiglia. L'Istituzione della Santa Eucarestia... per ricordarvi che sono Presente in Corpo Sangue Divinità e Anima in un piccolo pezzo di Pane Consacrato. Sì... figli Miei... i Misteri della Luce sono per i vostri tempi! Tutto ciò che ho detto e fatto... riportavano essenzialmente ai vostri tempi. Questi vostri tempi! Poiché è questo il periodo scelto e stabilito dal Padre per rinnovare tutte le cose... innalzando e glorificando di nuovo il Figlio che Io sono. I Misteri della Luce... per guidarvi attraverso la Luce che Io sono affinché non cadiate nelle tenebre. I Misteri della Luce... per sconfiggere il nemico di Dio che alla vista della Mia Luce scappa terrorizzato poiché lui è tenebra pura in essenza. I Misteri della Luce... per ricordare al mondo che dopo i vari passi della Mia Vita sulla Terra... e la Morte... e la Risurrezione... c'è la Vera Vita in Dio che è Luce... Luce... Luce... e la Luce è Vita." (1) Si intende: tra le cose che piacciono di più (2) Sua Santità Giovanni Paolo II (3) I Misteri della Luce sono stati inseriti nella recita del Santo Rosario (4) Che viene annullato solo con il Santo Battesimo della Liturgia Cattolica